Le Protée XPEDITION 2004

26 marzo 3 aprile 2004

DIARIO
A cura di Massimo Bisello

Finalmente ci siamo.

Dopo un anno sono di nuovo pronto per una nuova esperienza con Aldo e gli amici vecchi e nuovi dell’ Xpedition Team.

25/03/2004

Ho gia’ raggiunto la Liguria da dove domani partiro’ per La Ciotat.

 

Si parte……Sabato 26/03

Mi sveglio di buon ora e salutata la famiglia , che come al solito mi fa le solite raccomandazioni, mi dirigo al diving Nautilus dal mio amico Davide per caricare la mia attrezzatura ed incontrare il mio buddy  Alessandro,che e’ partito da Biella via Genova per recuperare Athena e le divise ufficiali dell’evento.

Comincio a caricare tutto il necessario mentre arrivano i miei compagni d’avventura.

Saluto Athena ed Alessandro e , mentre discutiamo sul percorso , sopraggiunge Davide che mi dice:”ci sono un paio di cosette da portare al Aldo…..” “Ok…” gli rispondo…….

Le due cosette,sono uno scooter subacqueo completo di cassa per il trasporto (immediatamente soprannominato “il morto”per l’evidente forma di bara”) e una barra per la deco .

Mi viene da ridere e la prima frase e’:” ma dove c….zzo la mettiamo tutta questa roba?????

Non so come ma riusciamo a caricare tutto !!

Dopo un pasto frugale partiamo e raggiungiamo La Ciotat dove contattiamo Aldo che ci guida fino al porto.

Parcheggiamo l’automobile ed incontriamo il Guru, saluti di rito,e ci dirigiamo dove???A fare i piani per l’immersione di domani????  No,no, alla mitica birreria  in stile messicano dove gli altri componenti stanno gia’ familiarizzando ;Cric(svizzero), Jeroene (francese), Patrick e Lisenka (olandesi), il Patrick (belga) ed  il mitico Jule  fido e preciso uomo di superficie.

E’ un’atmosfera difficile da raccontare ma molto piacevole,sembra un film.

Il gruppo appena formato sembra un team consolidato da anni . In un attimo ci chiamiamo tutti per nome e, senza chiederci niente Cric ci infila ,come da manuale, una birra gelata ed un piatto di olive piccanti….

Dopo poco andiamo a cena e li Aldo richiama l’attenzione di tutti e comincia a parlare seriamente di tutto cio’ che andremo a fare il giorno dopo (l’immersione, compiti ecc. ecc.).

Il relitto che andremo ad affrontare e’ conosciuto come Bananier.

Sì conosciuto ,in quanto il nostro obiettivo e’ proprio quella di trovare elementi che ci riconducano al vero nome della nave.

Ma ecco una bella sorpresa; nel locale ci raggiunge un amico di Aldo ,un famoso subacqueo e scrittore  di libri e storie di mare ,si chiama  Jean  Pierre  Joncheray. Con lui discutiamo su quello che dovremo cercare e soprattutto dove.

Giunti a fine serata lo salutiamo con l’accordo di tenerlo informato su eventuali novita’.

Raggiungiamo l’albergo,semplice ma carino. La stanza e’ accogliente ed io la dividero’ con Alessandro.

Puntiamo la sveglia alle 7.30 e sveniamo letteralmente per la fatica accumulata.

 

27/03 domenica

Suona la sveglia e scattiamo dai letti carichi come molle per la giornata che ci attende.

Raggiungiamo il diving dove ci aspetta Philippe ,il titolare del centro,(nel frattempo arriva il penultimo componente del team ,Adam (polacco).

Aldo e gli altri cominciano le ricariche ed io comincio ad analizzare i gas…..

2° sorpresa… il mio trimix di trasporto e’ sballato e purtroppo le altre ricariche sono praticamente terminate e non c’è  più tempo per  farne una nuova .

Dopo un rapido consulto con il Guru,decidiamo di caricare  un nitrox con caratteristiche uguali (O2) al trimix di trasporto che avrei dovuto avere.

Andiamo al porto e cominciamo a caricare tutti gli equipaggiamenti sulle imbarcazioni.

I gruppi che andranno in acqua sono così formati: Alessandro ed io ,Crik e Patrick , Jeroen e Adam tutti in circuito aperto ,mentre sull’altro gommone ci saranno i rebriteriani Aldo e  Patrik.

Oggi il compito e’ quello di liberare il relitto da eventuali lenze e cime e dare un’ occhiata alla nave per capire dove concentrare le ricerche nei prossimi giorni.

 

La giornata e’ bella ed il mare discreto.

Entriamo in acqua e raggiunta la boa con il pedagno cominciamo i controlli di superficie.

Mi accorgo che Alex ha una piccola ma preoccupante perdita  dalla bombola del nitrox 50.

Richiamiamo l’assistenza che si avvicina e prende la bombola per metterla a posto .

C’è un filo di corrente in superficie sufficiente per spostare Alessando e l’inbarcazione di parecchi metri,di fatti il mio compagno viene trainato con una cima e con non poca fatica al punto d’immersione.

Attendiamo che ritrovi la giusta tranquillità e via nel blù.

Dopo qualche minuto siamo sul fondo a – 98 .

La visibilità è ottima e il relitto di grandi dimensioni, spezzati in più parti con il castello staccato e appoggiato in posizione verticale a una ventina di metri alla destra del resto del relitto .

Tagliamo qualche cima e notiamo una squarcio e quella che sembra la poppa  distrutta dalla deflagrazione di una mina.

Controlliamo il computer ed il tempo a nostra disposizione è giunto a termine,20 minuti.

Mentre Alex ed io cominciamo la risalita scorgiamo Adam che è ancora sul fondo preso dalle sue foto e non ha ancora staccato,quindi decidiamo di ricordargli che è ora di andare.

Il tutto ritarda il nostro RT di 2 minuti ed ecco che Alex mi mostra il manometro…40 bar.

E’ il risultato della fatica in superficie e dei due minuti strappati e non pianificati sul fondo.

Io ne ho ancora 80.

Raccogliamo le idee e per tranquillizzarlo gli allungo immediatamente il mio erogatore in frusta lunga.

Alessandro tira fuori la lavagne e scrive:”se non basta???”Gli rispondo che scappiamo alla prima quota cambio dove sicuramente troveremo anche i back up, ma non e’ necessario in quanto ci raggiungono gli altri e comunque anche il nostro gas e’ sufficiente.

Terminiamo la lunghissima deco  e finalmente usciamo dall’acqua,ed ecco la bella notizia; Aldo ha trovato nel castello una targa sulla quale vengono riportate alcune note caratteristiche dell’imbarcazione.

La notizia rende tutti felici e ci auguriamo che il ritrovamento sia di buon auspicio,ma già al rientro al porto ricordiamo subito che siamo vicino a Marsiglia in quanto il Mistral comincia a soffiare ed il mare a formarsi  come del resto riportava fedelmente il bollettino meteo.

Il pomeriggio trascorre nell’organizzazione del giorno dopo, la sera e’ caratterizzata dalla cena tipica polacca organizzata in maniera perfetta da Adam , dopo di che tutti a letto .

 

Lunedì 28/03

Come al solito la sveglia e’ di buon ora .Dopo la colazione ci dirigiamo verso il porto ma già durante la breve camminata che ci conduce al diving capiamo subito che la giornata non  sarà delle migliori ,di fatti il forte vento rende il mare assolutamente impossibile all’immersione.

La giornata passa lentamente nella speranza che molli il vento e che domani le condizioni ci permettano di andare in acqua.

L’unica novità è che in serata  e’ arrivato Michele ,l’ultimo componente.

 

Martedì ’29/03

Oggi Alessandro ci lascia e torna in Italia

La situazione meteorologica non cambia,anzi sembra anche peggiorata…

Non c’è nulla da fare, dobbiamo arrenderci alle condizioni avverse.

Scatta il piano alternativo “turista per caso”.

Alduccio organizza una bella gita in un paese vicino nel quale c’è un famoso museo del mare,ma indovinate un po’ …..solo per il mese di marzo la chiusura settimanale  e’ ……il martedì !!!

Non resta che prenderla a ridere e fare passare il tempo sperando che domani sia un giorno migliore!

 

Mercoledì 30/03

Le condizioni sono ancora pessime ma domani le condizioni dovrebbero migliorare.

Aldo organizza la giornata e dopo aver radunato il gruppo ,ci comunica di aver contattato un suo vecchio amico e che saremmo andati a fargli visita.

Arrivati sul posto lo conosciamo,un aitante 70enne che ha fatto di professione il palombaro  per la COMEX e che proprietario di una delle collezioni di elmi ed accessori da palombaro più importanti al mondo.

La giornata passa in maniera scorrevole ascoltando i racconti di questo uomo ,così eccezionali da sembrare quasi impossibili,così dopo aver pranzato in uno stupendo ristorante facciamo rotta  per la Ciotat.

 

Giovedì 01/04

Oggi finalmente il mare ci concede una tregua e usciamo per l’immersione.

Arriviamo sul punto ed entriamo in acqua.

Io scenderò con Michele

La discesa è rapida 3 minuti e siamo sul fondo , forse troppo rapida , di fatti vado in leggero affanno e grazie alla collaborazione del mio compagno ritrovo la calma e riprendo l’immersione ma purtroppo la parte di relitto che ci siamo prefissati di esplorare non evidenzia nulla di rilevante .

Rientriamo al porto ,terminiamo le ricariche e ci prepariamo per la serata al campeggio da Jeroen  dove Cric ci preparerà la famosa fonduta svizzera.

La cena è spettacolare e ci divertiamo parecchio come se fossimo al villaggio vacanze.

 

Venerdì 02/04

Il mare non è stupendo ma la voglia di andare in acqua è tanta e quindi decidiamo di andare.

Arrivati sul fondo dobbiamo costatare che la visibilità è pessima e quindi la perlustrazione  sarà ridotta per non perdere in pedagno e scongiurare una risalita nel blu con li mare in condizioni non ottimali.

Arrivando al porto purtroppo la nostra attenzione viene distratta dai racconti ed accentrata su Cric e Jeroen che accusano dei dolori articolari.

Quello che lamenta i dolori più forti è Cric. Decidiamo di trasportarlo al vicino ospedale di Marsiglia, così monto in macchina con Jeroene e partiamo.

Dopo pochi chilometri ci accorgiamo che le sue condizioni peggiorano tanto da svenire dal dolore.

Chiamiamo subito i soccorsi e nella disgrazia comincia anche la parte grottesca e comica…..

Per un incidentato e mezzo (Cric+ Jeroen)arrivano complessivamente:due ambulanze,due camionette dei vigili del fuoco,due automobili del pronto intervento ed un elisoccorso,in tutto tra medici e paramedici 14 persone….neanche E.R.!!!!

Ma non finisce qui!!!Mi chiedono se anche io ero in acqua con loro e contro la mi volontà, ricoverano anche me che non avevo proprio nulla e al 6° medico che mi chiedeva quali sintomi avessi , vengo dimesso dopo aver spiegato per l’ennesima volta che è un incidente subacqueo e non un epidemia.

Incredibilmente dopo alcune ore anche Cric e Jeroen vengono dimessi senza che gli venga fatto nulla (neanche presa in considerazione l’iperbarica),continuavano ad avere male.

Ormai e’ notte tarda .

Attendiamo la mattina e li portiamo all’ospedale militare di Tolone dove finalmente vengono trattati per l’incidente subacqueo.

 Sabato 03/04

Rientro in albergo ,oggi e’ sabato e quindi la nostra avventura è finita. Ritiro la mia roba ,saluto tutti e parto per l’Italia.

Questa avventura si è conclusa nella  maniera peggiore, ma anche se il tempo ed il mare non sono state dalla nostra e’ stata come al solito un’ esperienza unica ed indelebile.

Ancora una volta ho stretto un amicizia con persone di nazionalità e culture diverse con le quali non vedo l’ora di poter condividere un’altra avventura  con gli amici dell’Xpedition team.

 

Approposito Cric e Jeroen li ho sentiti e dopo uno stop di un paio di mesi sono di nuovo in acqua……

 

Massimo